Gnocchi di patate con o senza uova: pro e contro dei diversi stili

Quando dici gnocchi di patate, la prima domanda è sempre la stessa: meglio con o senza uova? Beh, tutto dipende dalle patate… In effetti preparare gli gnocchi fatti in casa è un gesto semplice, ma non semplicissimo, c’è bisogno di tempo, manualità e soprattutto di attenzione nella selezione delle materie prime. 

Quando andate a scegliere delle patate per fare gli gnocchi, è essenziale che siano patate ricche di amido, possibilmente a pasta bianca e leggermente invecchiate, e povere di acqua. Se avete dei dubbi, chiedete al vostro negoziante di fiducia quale sia in quel momento la varietà di patate più adatta a preparare gli gnocchi. Perché una patata ricca di amido farà sì che l’impasto “tenga” in maniera naturale, senza la presenza di molti altri ingredienti, come troppa farina o, appunto, come le uova!

Gli gnocchi di patate con o senza uova differiscono sia per consistenza che per gusto. L’uovo aiuta a legare l’impasto, soprattutto in presenza di patate non molto ricche di amido, conferisce una certa finezza alla consistenza, ma anche una maggiore durezza e un sapore più deciso e avvolgente, meno neutro, che potrebbe scontrarsi con alcuni tipi di condimento. 

Poi c’è la questione delle intolleranze alimentari e delle diete particolari: gli gnocchi di patate, preparati con patate e farina, senza uova, sono sicuramente un primo adatto a chi segue una dieta vegetariana o vegana ma anche a coloro che hanno problemi con le uova. 

gnocchi di patate uovo si o no
gnocchi di patate, uovo si o no?

Noi di Patarò abbiamo scelto di studiare un metodo di lavorazione che ci permette di produrre degli gnocchi di sole patate e acqua, senza farina e senza uova, che sono adatti proprio a tutti, comprese le persone che sono intolleranti al glutine. Un primo piatto sano, buono, equilibrato, perfetto anche per chi segue particolari regimi alimentari.

Quindi, alla domanda “gnocchi di patate meglio con o senza uovo” noi rispondiamo convinti “no”. Ma se decidete di cimentarvi in casa in questa preparazione, potreste avere necessità di un piccolo aiuto da parte di questo ingrediente. Tutto dipende dalla qualità delle patate che riuscirete a trovare!

La ricetta del pesto fatto in casa per condire un bel piatto di gnocchi

Uno dei prodotti che troviamo più facilmente nei banco frigo del supermercati è il pesto alla genovese. Indubbiamente un prodotto molto comodo per preparare un primo piatto in gran rapidità. Tuttavia, se avete avuto modo di preparare questo tipico condimento ligure fresco, saprete che c’è una differenza abissale fra quello home made e quello pronto, conservato in barattolo. Ecco allora che oggi vi presentiamo la ricetta del pesto fatto in casa per condire un bel piatto di gnocchi di patate!

Come fare il pesto in casa: tutti trucchi per un risultato perfetto

Se pensate che la ricetta del pesto alla genovese fatto in casa sia una banalità, vi state sbagliando. Come spesso accade, le ricette apparentemente più semplici sono quelle cui bisogna prestare maggiore attenzione. 

In effetti, gli ingredienti del pesto sono pochi, e non c’è alcuna cottura. Sembra davvero una ricetta facilissima. Eppure ci sono alcuni trucchi che non potete dare per scontati se volete preparare un pesto fatto in casa perfetto.

  • Innanzitutto il mortaio in marmo e il pestello di legno: sappiamo che mini-pimer e frullatori sono comodissimi, ma lame d’acciaio, riscaldando il pesto, alterano colore e sapore del pesto. Quindi armatevi di pazienza e preparate il pesto alla genovese col mortaio.
  • Sempre per evitare problemi di ossidazione, ricordatevi che la lavorazione deve essere rapida e si deve svolgere a temperatura ambiente.
  • Le foglie di basilico vanno pestate con delicatezza, in modo da romperle senza trinciarle.
  • Alcuni hanno la tentazione di preparare il pesto senza aglio, ma se volete preparare la ricetta originale, con tutta la sua aromaticità e gusto, non potete fare a meno di questo ingrediente, che deve essere scelto con cura e privato dell’anima.
  • Infine, ricordate sempre che il pesto va utilizzato a freddo, non va assolutamente riscaldato. Se necessario, potete diluirlo leggermente con un filo d’acqua di cottura degli gnocchi (o della pasta – in quest’ultimo caso utilizzerete trofie o trenette).

Ora che avete scoperto quali sono i principali segreti per preparare un ottimo pesto alla genovese fatto in casa, siamo pronti a svelarvi la ricetta passo passo.

Ricetta pesto fatto in casa: il condimento perfetto per gli gnocchi di patate

Ingredienti:

  • 4 mazzetti di basilico genovese DOP (circa 70 g di foglie)
  • 50 g di Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • 30 g di pecorino fiore sardo
  • 70 cc di olio extravergine d’oliva (possibilmente ligure)
  • 30 g di pinoli 
  • 2 spicchi d’aglio privati dell’anima (possibilmente di Vessalico) 
  • Un pizzico di sale marino

Preparazione:

  • Pestate nel mortaio i pinoli e l’aglio fino ad ottenere un composto farinoso. 
  • Staccate le foglie di basilico ad una a una dallo stelo e unitele al composto di pinoli e aglio. Mettete nel mortaio anche un pizzico di sale, 
  • Aggiungete il basilico e un pizzico di sale, ma senza esagerare, ché gli altri ingredienti sono molto saporiti.
  • Pestate dolcemente fino a ottenere una crema di basilico.
  • Unite pecorino e parmigiano continuando a pestare. Cambiate verso di rotazione di tanto in tanto.
  • Versate lentamente due terzi dell’olio a filo fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso, quindi spostatelo in una terrina e, con l’aiuto di un cucchiaio di legno, finite di mescolarlo con il restante olio.

A questo punto siete pronti per cucinare i vostri gnocchi di patate al pesto! 

ricetta pesto fatto in casa per gnocchi
Ricetta pesto fatto in casa per gnocchi

Ricetta gnocchi al pesto:

  • Portate a ebollizione una pentola d’acqua salata
  • Calate gli gnocchi di patate Patarò
  • Cuoceteli secondo le istruzioni
  • Trasferiteli in una ciotola e mescolateli delicatamente con il pesto alla genovese, eventualmente con un filo d’acqua di cottura.
  • Portate in tavola immediatamente.

Buon appetito!

Perché si dice “giovedì gnocchi”? Scopri l’origine di questo detto così famoso

Giovedì gnocchi”: di sicuro vi sarà capitato di imbattervi, prima o poi, in questa espressione. E di sicuro vi sarà capitato di trovarvi a tavola di giovedì in compagnia di un gustoso piatto di gnocchi.

Ma cosa significa, e da dove deriva? 

Si tratta di un modo di dire tipicamente romano, che per la verità recita “Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa“. Una sorta di calendario gastronomico che in certe trattorie, rosticcerie e case romane in primis — ma non solo — ancora oggi viene rispettato. 

L’origine di questa espressione risale al Dopoguerra, quando le risorse scarseggiavano e c’era la necessità di razionare le provviste, per avere un’alimentazione equilibrata nel corso della settimana. Allo stesso tempo, questa usanza di cadenzare le pietanze consentiva anche di rispettare la tradizione cristiana dei “giorni di magro” — ovvero senza carne — in occasione del venerdì. 

Gli gnocchi quindi, preparati con patate, acqua e farina e, a Roma, conditi col sugo di pomodoro, un piatto economico e allo stesso tempo sostanzioso, venivano preparati di giovedì, giorno a metà settimana che precede il digiuno del venerdì, giornata in cui era consentito consumare solo pesce e legumi. Da qui, la tradizione romana della ricetta ceci e baccalà, spesso presente nelle trattorie proprio di venerdì.

I pasti di magro del venerdì precedevano la più sostanziosa cucina del sabato quando, mentre le famiglie più abbienti acquistavano i migliori tagli di carne per il pranzo della domenica, alle classi povere restava il cosiddetto quinto quarto, e in particolare la trippa!

gnocchi cacio e pepe

Ma torniamo al nostro detto: Giovedì gnocchi! 

Il prossimo giovedì, per rispettare questa vecchia tradizione romana, mettetevi ai fornelli con l’aiuto di Patarò, che prepara i migliori gnocchi utilizzando solo patate e acqua, e sperimentate un condimento tipicamente romano, il cacio e pepe.

In pochi minuti porterete in tavola un grande piatto!

Gnocchi di solo patate e acqua: i valori nutrizionali

Gli gnocchi sono il nostro primo piatto preferito. Un po’ per il loro gusto, un po’ per la loro sofficità e morbidezza, ma sicuramente anche perché sono un piatto che fa bene non soltanto al nostro palato, ma anche al nostro organismo. Di seguito tutte le informazioni nutrizionali che dovreste conoscere sugli gnocchi di patate!

Valori nutrizionali e benefici delle patate (e dei gnocchi!)

Nella preparazione dei nostri gnocchi usiamo solo patate e acqua. Questo significa che il contenuto di calorie del prodotto finale sarà molto basso, sicuramente inferiore rispetto all’apporto calorico di riso e pasta, e anche rispetto agli gnocchi arricchiti con grassi, margarina e altri ingredienti aggiuntivi.

Le caratteristiche nutrizionali dei nostri gnocchi derivano strettamente da quelle che apporta la patata come ingrediente. In particolare, le patate presentano 78 grammi circa di acqua ogni 100 grammi del loro peso e sono ricche di fibra. Non contengono una grande quantità di proteine, ma le poche presenti sono di elevata qualità biologica. I grassi sono pochissimi, quasi assenti, e solo polinsaturi, ovvero di una tipologia “buona” per l’organismo. Un’altra caratteristica che rende la patata, e quindi i nostri gnocchi, un alimento salutare, è l’assoluta assenza di colesterolo.

patate valori nutrizionali

Le patate sono conosciute per l’amido: questa sostanza appartiene alla categoria dei carboidrati, e fa ricadere quindi gli gnocchi nella categoria di alimenti a maggior contenuto di zucchero complessi. Per chiudere la lista di nutrienti presenti nelle patate, è necessario ricordare che sono ricche di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, e di minerali, tra cui spuntano potassio, fosforo e magnesio.

In conseguenza ai valori nutrizionali del tubero che li compone, i nostri gnocchi di solo patate e acqua hanno proprietà antiossidanti, aiutano l’organismo nell’assorbimento di grassi, zuccheri e colesterolo, e stimolano l’attività intestinale, svolgendo un notevole effetto saziante. Fanno bene alla pelle, grazie all’elevato contenuto di vitamina C che favorisce l’assorbimento del ferro. Il potassio della patata rende i nostri gnocchi un cibo amico dell’apparato circolatorio e dei muscoli.

Insomma, si può dire che gli gnocchi di solo patate e acqua non siano solo belli e buoni, ma anche nutrienti e amici dell’organismo.

Formaggio Rosa Camuna: tanto bello quanto buono!

Nella nostra linea di gnocchi ripieni spunta tra le varie specialità anche quella con Rosa Camuna. Che cos’è questo ingrediente dal nome così poetico e invitante? Di seguito curiosità e caratteristiche di un formaggio dal gusto semplice ma interessante, che nel ripieno dei nostri gnocchi fa faville!

Formaggio Rosa Camuna: un nome curioso.

Iniziamo da una dovuta spiegazione per questo nome così particolare: questo formaggio viene prodotto nella Valle Camonica, ed è per questo che porta l’aggettivo “camuna”. Il nome per intero, però, nasce da una scoperta ben più antica: nella zona della Val Camonica, ma in generale in tutta la Lombardia, sono state ritrovate ricorrenti incisioni rupestri che raffigurano questa forma particolare, riconducibile a quella di una rosa molto semplificata. Questo simbolo ha quindi preso il nome di rosa camuna, è diventato poi il marchio della regione Lombardia, e ha dato il suo nome e la sua forma alla produzione casearia del formaggio prodotto in Val Camonica.

Il gusto inconfondibile del formaggio Rosa Camuna.

Questo formaggio viene prodotto utilizzando esclusivamente latte vaccino parzialmente scremato prodotto nella Valle Camonica. Si presenta come un formaggio dalla pasta semicotta e di conseguenza dalla consistenza molle ma compatta, caratterizzato da un color giallo paglierino tendente all’avorio, da un’occhiatura minuta ed eterogenea e da un profumo inconfondibile: qualcuno dice che annusandolo si sentano le essenze montane dei luoghi che gli danno i natali.

La crosta, non edibile, è di color paglierino, morbida elastica e sottile, simile a quella del brie o del camembert, e riporta il disegno della rosa camuna.

rosa camuna formaggio

La Rosa Camuna vive una stagionatura che non supera mai i 45 giorni: per questo il suo gusto resta dolce e muschiato, e si presta quindi come formaggio da tavola, ma è buono anche cotto e inserito nella preparazione di ricette di vario tipo, oppure a cubetti per l’aperitivo. Si abbina infatti molto bene a vini rossi di medio corpo. Si può dire che sia un vero passepartout: buono (e bello, con la sua forma a petalo!) in tutte le occasioni.

Rosa Camuna: etichettato P.A.T.

Nel 2000 il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha iniziato un’operazione di salvaguardia dei settori di nicchia, con cui si prodiga di valorizzare prodotti agricoli o dell’allevamento che vengono lavorati secondo ricette tradizionali, che meritano quindi un’etichettatura distintiva. Il formaggio Rosa Camuna rientra in questa categoria di Prodotti Alimentari Tradizionali (P.A.T.): significa che il metodo per la sua produzione si è consolidato e definito nel tempo, diventando caratteristico e imprescindibile per la sua produzione.

Ora che conosci tutti i segreti di questo bel formaggio, non ti resta che provare i nostri gnocchi di solo patate e acqua ripieni di Rosa Camuna per testarne la bontà!

Ricette sfiziose per cucinare gli gnocchi a Natale.

Natale è alle porte, e oltre ai regali una cosa a cui bisogna iniziare a pensare è sicuramente il pranzo del 25 dicembre: si può scegliere di andare sul classico, con i piatti della tradizione, oppure si può pensare a qualcosa di diverso e alternativo, per dare al Natale un tocco sfizioso e stupire i propri ospiti con piatti originali, che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere in tavola per un pranzo delle feste. Gli gnocchi, per esempio, non sono certo un piatto natalizio per antonomasia.
Abbiamo però in serbo qualche chicca per te: anche gli gnocchi possono diventare natalizi, con i consigli giusti!

Gnocchi di Natale: 3 idee originali per un primo piatto alternativo!

Gnocchi integrali in crema di Asiago DOP

La nostra prima ricetta di gnocchi natalizi vede come protagonisti i nostri Gnocchi Integrali Biologici e un celebre formaggio: l’Asiago DOP. Innanzitutto devi preparare la crema di Asiago. Per farlo, grattugia 150 gr di formaggio e mettilo a macerare in mezzo litro di latte per una ventina di minuti. Poi trasferisci il tutto in un pentolino e, a fuoco lento, porta a bollore. Nel frattempo in un altro pentolino sciogli 30 gr di burro e unisci poco a poco 30 gr di farina setacciata. A questo punto unisci tutto continuando a mescolare, per evitare che si formino grumi. Intanto prepara i nostri Gnocchi Integrali Biologici, e una volta scolati, saltali in padella con la crema per qualche minuto. Spolverizza erba cipollina o pepe a piacimento, e il piatto è servito!

Gnocchi guarniti con fondue di fontina e castagne

gnocchi asiago

Per questo sfizioso piatto dovrai innanzitutto preparare la crema di formaggio: riduci 150 gr di fontina a scaglie e uniscili a 80 gr di panna in un pentolino finché il formaggio non si sarà sciolto del tutto. In una padella antiaderente sciogli una noce di burro e rosola le castagne. Aggiungi poi i nostri Gnocchi di solo patate e acqua precedentemente cotti per 2 minuti in acqua bollente e lascia che s’insaporiscano per qualche minuto a fuoco basso. A questo punto metti in ogni piatto un po’ di crema di formaggio e poggiaci sopra gli gnocchi e qualche castagna: sarà un vero trionfo di sapori!

Gnocchi al salmone e doppio pepe

Abbiamo lasciato per ultima la nostra proposta più raffinata, che è però anche la più semplice. Ti basterà sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente, e aggiungere un cucchiaio di pepe verde e uno di pepe rosa, entrambi in grani. Taglia il salmone a listarelle sottili e uniscilo a burro e pepe. A questo punto sfuma con della birra dalle note amare e alza la fiamma per un minuto scarso. Prepara intanto i nostri gnocchi di solo patate e acqua e saltali poi nella padella con il condimento. Servi gli gnocchi caldi con una guarnizione di prezzemolo.

Speriamo di averti dato qualche idea alternativa per rendere il tuo pranzo di natale una vera novità! Non ci resta che augurarti buon appetito e… Buon Natale!

Funghi autunnali: ecco quali provare nei tuoi piatti.

Tra la nebbia che tanto odiano, l’autunno porta un ingrediente decisamente immancabile nei piatti preparati durante questa stagione. Di cosa stiamo parlando? Dei funghi! Ma perché l’autunno è la stagione ideale per questo delizioso ingrediente? Perché abbiamo un perfetto equilibrio tra il calore residuo dell’estate, ormai non più eccessivo, e l’umidità che comincia a concentrarsi assieme al graduale abbassamento delle temperature. Inoltre, le foglie degli alberi iniziano a cadere, creando uno strato protettivo perfetto per la loro crescita.

Ma bando alle ciance. Scopriamo subito quali funghi autunnali provare subito nei tuoi piatti.

I migliori funghi autunnali commestibili

Prataioli
I prataioli (Agaricus campestris), si trovano frequentemente nei prati e nei pascoli (come suggerisce il nome). Sono bianchi con sfumature rosate, con un gradevole profumo e un sapore leggermente dolce.

Sanguinello
Il sanguinello (Lactarius deliciosus) è facilmente riconoscibile grazie al suo cappello rosa/arancio ricco di macchie lenticolari concentriche, e per il suo gambo corto. Ha un profumo più sviluppato rispetto a quello dei prataioli mentre il sapore è molto simile, soprattutto se cotto alla griglia o alla piastra. La zona in cui è più facile trovarli? Nei boschi di pino.

Russula

La russula cyanoxantha (conosciuta anche come Colombina Maggiore) è considerato una delle russule più appetibili e pregiate. Il colore solitamente è grigio. Ha una carna soda, dal tipico odore umido fungino, di sottobosco, così come il sapore, marcato e persistente; l’habitat ideale non a caso sono i boschi calcarei.

Porcini
Il re dei funghi autunnali
(Boletus edulis) è uno dei funghi più apprezzati in assoluto. Facilmente riconoscibile per il gambo grosso e robusto e per il cappello rotondeggiante che tende col tempo alla convessità, il porcino ama crescere nelle faggete, con le querce e i castagni. I porcini sono anche una preziosa fonte di nutrienti, in quanto contengono zinco, vitamina B5, B9 e B3.

La mazza di tamburo
La mazza di tamburo (Macrolepiota procera) è un altro fungo d’autunno molte diffuso, ma necessita di una determinata e specifica cottura per non risultare tossico. Riconoscibile per il cappello discoidale bianco con scaglie scure, per il tipico anello sul gambo e per le ragguardevoli dimensioni che è in grado di raggiungere, ricorda la nocciola sia nel sapore che nell’odore. Si trova facilmente in gruppi nei boschi di conifere e latifoglie.

Leccino o porcinello rosso
Il Leccino o Porcinello Rosso (Leccinum aurantiacum), con il suo tipico cappello arancione e il gambo bianco, cresce solitamente sotto ai pioppi. È un fungo autunnale abbastanza comune, non molto profumato ma molto gustoso, con un grado di dolcezza medio-elevato.

Galletto
Il Galletto, più comunemente Finferlo (Cantharellus cibarius), si riconosce subito grazie al suo tipico cappello: non troppo grande, giallastro, irregolare e dai bordi rialzati. Questo fungo ama la compagnia, ed è frequentissimo trovarlo in gruppi.

Ovviamente, parlando di funghi, devi sapere che ne esistono diverse tipologie che risultano assai tossiche per l’uomo. Quindi, se intendi acquistarli al supermercato nessun problema, ma se vuoi sperimentare con la raccolta nei boschi affiancati sempre a un esperto (almeno che tu non lo sia già).

Ora che conosci tutti i migliori funghi autunnali non ti resta che sperimentare in cucina. Come? Inizia con questa deliziosa ricetta a base di gnocchi ripieni.